Villa TorloniaNella zona nord di Roma, lungo la Via Nomentana, Villa Torlonia è un complesso aperto al pubblico sin dagli anni '70 del secolo sorso, e dai più è conosciuta come un piacevole parco dove passare qualche ora nel verde.

Ma Villa Torlonia è molto di più: è il sogno divenuto realtà di una delle famiglie più ricche di Roma del 18° e a19° secolo, che per essere allo stesso livello delle storiche famiglie nobili dellla Capitale, come i Borghese, i Barberini, i Colonna, i Pamphilj, i Chigi, fece costruire nella propria tenuta di campagna falsi ruderi, un teatro, obelischi, una casina che sembra uscita da un racconto dei fratelli Grimm, edifici in stile moresco, scuderie, il tutto intorno ad un edificio principale disegnato niente di meno che dal grande Architetto Giuseppe Valadier. E poi, amcora, un parco disegnato e realizzato da valenti architetti, con laghetti, viali, piante esotiche e alberi secolari, un campo da tornei, una finta grotta, purtroppo non tutto sempre ancora rintracciabile.

Entrata bunker Mussolini

Villa Torlonia è però anche qualcosa di ben diverso: qui, fra i viali di ghiaia e i muretti in tufo, si possono scorgere delle piccole porte che chiudono la strada verso un mondo sotterraneo che racconta di periodi molto lontani fra loro, due mondi che, nel loro essere agli antipodi, sia perchè separati da 2000 anni di storia, sia perchè ebraismo e fascismo sono due parole che insieme stridono profondamente, per ironia della sorte convivono sottoterra a pochi metri uno dall'altro. Se infatti attraverso una di queste porte si scende nelle antiche catacombe ebraiche del III secolo, altre porte conducono ai rifugi antiaerei e al bunker voluti dal Duce del Fascismo, quel Benito Mussolini che qui visse con la sua famiglia a partire dal 1929 e la cui presenza aleggia sotto al colonnato, dove festeggiò il matrimonio di sua figlia Edda, dietro alle finestre del primo piano, dove era la sua camera da letto, oppure sul campo da tornei, dove giocava a tennis.

Porte del tempo quindi, che ci catapultano indietro al secondo conflitto mondiale: una guerra, come mai prima di allora, combattuta in aria: una guerra combattuta, e infine vinta, grazie soprattutto alla guerra aerea, con gli ordigni lanciati su Hiroshima e Nagasaki, orrendi ma indispensabili strumenti utilizzati per mettere la parola fine ad un evento bellico - il più disastroso e terribile nella storia dell'umanità - che sembrava non volesse più avere termine.

Questi rifugi, questi bunker, sono qui a testimoniare un passato recente che, comunque lo si voglia leggere, qualunque sia l'interpretazione che gli si voglia dare, pesa come un macigno sul genere umano. Un conflitto con tutte le sue contraddizioni: le innumerevoli atrocità, i tradimenti, le sofferenze e le violenze ma anche i gesti di eroismo e di coraggio, spesso portati all'estremo sacrificio.

Bunker Torlonia MussoliniE allora l'ambientazione sotterranea e a volte un po' cupa è perfetta per intraprendere un breve viaggio in un passato che non si può e non si deve dimenticare, perchè coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo.

Questi ambienti sotterranei non sono quindi soltanto il luogo dove fisicamente Mussolini trovava rifugio, ma sono anche un luogo dove oggi è possibile ripercorrere e rivivere lo stato d'animo della città e le paure vissute allo stesso modo dalla popolazione tutta: dal capo del fascismo all'ultimo operaio. Perchè sotto le bombe si è tutti uguali...

 

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