I principali agenti chimici usati in guerra si suddividono, in base agli effetti, in: asfissianti, soffocanti e vescicanti.

Di seguito le armi chimiche più usate:

Iprite Gas Mostarda

Iprite (Tioetere di cloroetano): chiamato il “Re delle armi chimiche” e noto anche come "Croce Gialla" e “Gas mostarda” per il caratteristico odore, è uno dei gas più efficaci, sia soffocante che vescicante. Può avere un lungo periodo di latenza: a livello cellulare, il danno chimico comincia entro pochissimi minuti, ma la vittima percepisce dolore solo dopo 4-6 ore e le lesioni possono apparire fino a 48 ore dopo. Ha effetti ulceranti, provoca vesciche e ustioni sulla pelle, passando attraverso gomma e vestiti. Causa cecità (normalmente temporanea) e se inalato la morte, bruciando l'apparato respiratorio. Persiste anche diversi giorni in ideali condizioni climatiche.

Fosgene (Ossido dicloruro di carbonio): potentissimo, ha effetti ritardati che causano morte improvvisa anche 24-72 ore dopo l'esposizione; spesso la vittima non realizza neppure di essere stata sottoposta al gas. Inalato, porta alla morte per una combinazione di emorragie interne, shock e insufficienza respiratoria. Non viene assorbito attraverso la pelle.

 

Lewisite

Lewisite (2-cloroetenildicloroarsina): composto dell'arsenico; viene assorbita dalla pelle dieci volte più rapidamente dell’iprite e causa dolore e irritazione immediati, con effetti simili a quelli di un’esposizione a temperature elevate piuttosto che alle radiazioni. Può distruggere la mucosa della bocca, dell’esofago e dello stomaco se ingerita, portando in alcuni casi alla morte per emorragia o a tumori conseguenti alla cronicizzazione delle ulcere gastriche.

Tabun, sarin e soman sono gas nervini, che agiscono cioè a livello nervoso. Chimicamente sono esteri dell'acido fosforico. Il loro effetto tossico sul sistema neuromuscolare porta alla caduta della pressione sanguigna in seguito a vasodilatazione massiva, spasmi e crampi bronchiali con sintomi di soffocamento, tosse persistente, movimenti oculari incoordinati, cianosi, vomito, paralisi muscolare e movimenti muscolari involontari e inarrestabili. Il decesso sopraggiunge nello spazio di 2-10 minuti, principalmente per arresto cardiaco e/o per asfissia da paralisi diaframmatica-intercostale.

Cianuro (Acido cianidrico): tossico, è immediatamente mortale se concentrato; bloccando il trasporto di ossigeno alle cellule, provoca perdita di coscienza con morte per insufficienza respiratoria e/o arresto cardiaco. Risulta altrimenti incapacitante, causando vertigini, mal di testa, dolori polmonari, ma non ha effetti permanenti.

 

Per saperne di più, consultare le pagine di Milano UndergroundSi ringarazia Gianluca Padovan per l'amichevole collaborazione.

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