Tutte le porte metalliche del bunker erano a tenuta stagna, con guarnizioni di gomma ancora parzialmente in sede.

Un aspetto cui spesso non si pensa è quanto tale materiale fosse prezioso durante il conflitto.

Al tempo si usava primariamente gomma naturale, ricavata dal lattice di alberi tropicali.

Le prime gomme artificiali furono sintetizzate negli anni ‘20-‘30, ma caratteristiche meccaniche e processo produttivo le rendevano una scelta di subordine e tutti i paesi in guerra investirono moltissimo per cercare di migliorarle mentre i rifornimenti di caucciù diventavano sempre più difficili.

Tra il 1942 e il 1943 le Marine dell’Asse cominciarono a pensare di impiegare i sommergibili per trasportare le materie prime più preziose, con una prima missione compiuta dal Giapponese I.30 che trasportò da Singapore in Europa un carico di stagno e -appunto- caucciù, per poi tornare alla base con materiali tecnologici tedeschi.

Il 12 Marzo 1943 l’Ammiraglio Dönitz, Capo di Stato Maggiore della Kriegsmarine scriveva così all’Ammiraglio Riccardi di Maricomsom, nella speranza di poter dedicare al cargo alcuni sommergibili italiani, meno efficaci degli U-Boot in battaglia:

Per l’economia di guerra e per l’armamento esiste però la necessità impellente d’importare una certa quantità di materie prime, fra questa la gomma, di importanza capitale, perché malgrado la produzione della gomma sintetica non si può rinunciare ad un certo quantitativo di gomma grezza. … La Marina da guerra germanica ha perciò iniziato a forte ritmo la costruzione di nuovi sommergibili da trasporto. … Malgrado ogni acceleramento, questi non potranno essere pronti prima della metà del 1944. Ciò avrebbe come conseguenza che per oltre un anno e mezzo l’apporto della gomma grezza verrebbe con ogni probabilità quasi ridotto a zero con gravissimo danno per gli armamenti.

Il Führer mi ha perciò incaricato di proporre a Voi Eccellenza, di mettere a disposizione per questo importante compito di guerra dei sommergibili italiani.

Gli italiani decisero di collaborare, modificando alcuni battelli in modo da poter trasportare fino a 200 tonnellate di materie grezze.

Le missioni verso Singapore, allora in mano giapponese, iniziarono alla fine di Maggio 1943: i lunghi periodi di traversata di circa sessanta giorni per tratta fecero coincidere il rientro con la fine del Fascismo prima e l’armistizio dopo, con esiti diversi a seconda delle lealtà dei comandanti.

                                                                                                           

                                                                                                            per Roma Sotterranea, Stefano Sinagra

 

Bibliografia: G. Giorgerini, “Uomini sul fondo”, Mondadori 1994.

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