Durante la Grande Guerra, al fronte, in più occasioni sono utilizzati agenti chimici per cercare di neutralizzare il nemico, e nel 1917 compare nel Regno Unito il primo respiratore speciale a filtro, che purifica l’aria avvelenata da gas asfissianti o tossici rendendola respirabile. Il respiratore inoltre permette di proteggere gli occhi dai gas irritanti, consentendo nel frattempo, tramite due lenti, la visuale.

Esercitazione UNPA

Con un altro conflitto mondiale all'orizzonte, tutti i Paesi concentrano una forte attenzione sulla materia, studiando la realizzazione di maschere antigas più evolute, ad uso sia dei soldati che della popolazione civile. Questo anche a seguito degli sviluppi nel frattempo avutisi nel campo della realizzazione di nuovi prodotti letali.

Con l'inizio della II Guerra Mondiale, per la prima volta nella storia, grazie all'evoluzione dell'aviazione, il conflitto non si svolge solo al fronte, ma porta i suoi effetti distruttivi anche a migliaia di chilometri dai luoghi in cui si svolgono gli scontri a terra. E' infatti ormai possibile bombardare obiettivi militari e civili nel cuore del paese nemico, con risultati pesantissimi anche sul morale della popolazione. E questi bombardamenti sarebbero ancor più letali se effettuati con gas e agenti chimici.

In Italia il Ministero della Guerra, cosciente di questo rischio, appronta un programma di protezione individuale e collettiva indirizzato alla popolazione civile. Per la protezione individuale sono adottate le maschere antigas, per la protezione collettiva si  predispongono, a dir la verità solo in pochi casi, rifugi con dispositivi antigas.

Maschera antigas Pirelli T35In un primo momento è il Consorzio Italiano Manufatti che, su incarico dell'Unione Nazionale Protezione Antiaerea (UNPA) provvede a vendere le maschere antigas alla popolazione. Allo scoppio della guerra le maschere antigas sono distribuite direttamente dal Servizio Chimico Militare del Ministero della Guerra, tramite organi preposti, tra i quali l’UNPA.

Numerose ditte italiane di prodotti in gomma, e non solo iniziano a realizzare le maschere antigas. Fra i maggiori produttori la Pirelli (nella foto il modello T35) e la Società Anonima Bergomi. Esistono maschere di varie misure: la I è la taglia più grande, la IV è per i bambini.

La popolazione civile rimane comunque restia all'uso delle maschere che, scomode da indossare, danno un senso di oppressione. Per questo nelle istruzioni si consiglia di “procedere ad un breve allenamento, respirando lentamente e profondamente per periodi di esercitazione sempre più lunghi”. L'UNPA inoltre organizza esercitazioni collettive per l'uso delle maschere e campagne ad hoc mostrano l'uso della maschera nella vita di tutti i giorni.

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