Alcune delle porte antigas presenti nei due rifugi (nel bunker, mai portato a compimento, non furono mai montate) conservano ancora la placchetta commerciale in metallo riportante il nome della ditta costruttrice: “Società Anonima Bergomi“.

La Bergomi nasce a Milano il 3 luglio 1906, e l’attività produttiva è così circoscritta nell'atto costitutivo: “Fonderie e costruzioni in metalli, materiale pompieristico, installazioni per liquidi infiammabili”. Il capitale sociale è di Lit. 100.000 che nel 1908 aumenta a 400.000 e nel 1919 a 1.500.000. Opera inizialmente, come da statuto, nel campo degli impianti per lo stoccaggio, il pompaggio e la misurazione di carburanti. Con l'aumento esponenziale delle automobili, nel 1919, un disegno realizzato dall’Ufficio Tecnico Bergomi, mostra il progetto di una piccola pompa misuratrice da garage con manovella e fermi di preimpostazione, chiaramente ispirata ai modelli americani. Dal 1922 compaiono disegni di distributori per uso stradale che, a partire dal 1923, vengono dotati vasi in vetro, allo scopo di rendere visibile la misurazione del carburante.

Grazie alla continua crescita degli affari, la società si trasferisce nel 1933 in Piazza Melozzo da Forlì 2, dove realizza un grande stabilimento con annesso dopolavoro. Nel 1934 si fonde con la Società Italiana Meccanica di Torino; il capitale aumenta a Lit. 4.000.000.

La Bergomi, forte di alcuni importanti brevetti tedeschi relativi a dispositivi di sicurezza antincendio, di cui detiene i diritti per l'Italia, si specializza poi in tutto ciò che riguarda materiale pompieristico, con forniture ai Vigili del Fuoco: elmetti, scale, pompe, lettighe, estintori, tubi, piccozze, fino all'allestimento di  autopompe. E' inoltre uno dei più grandi produttori di maschere antigas. Brevetta anche un autorespiratore (l'S.C.M.37) contro i gas venefici a circuito semichiuso, dotato di bombola di ossigeno e capsula-filtro contenente soda caustica per la "ripulitura" dell'aria espirata.

Con le leggi del 1936, che impongono, negli edifici di nuova costruzione, la realizzazione di rifugi antiaerei, si specializza nel loro allestimento “chiavi in mano”, costruendo porte antigas metalliche e porte blindate a sei punti di chiusura a tenuta stagna e sistemi di ventilazione, depurazione e rigenerazione dell'aria, dotati anche di “ventilatori a motore elettrico a pedaliera”, le cosiddette biciclette, che, azionate da forza umana, permettevano il funzionamento del sistema anche in assenza di energia elettrica.

Molti rifugi di Milano sono dotati di questi dispositivi (ad esempio quelli di Via Cairoli e di Via della Moscova), così come quello di Forlì, al di sotto della Prefettura, capace di accogliere 180 persone.

La Società fallisce il 16 marzo 1993.

Non è dato sapere se l'intervento della Bergomi presso i rifugi di Villa Torlonia si sia limitato alla fornitura delle porte o se anche le strutture relative al filtraggio dell'aria provenissero dallo stesso fornitore.

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