Foto aerea Roma bombaramento

A partire dalla fine del 1942 si hanno testimonianze scritte relative ad un piano mirato per uccidere Mussolini. Il documento, classificato MOST SECRET, è datato 2 dicembre; l'operazione, col nome in codice AUDAX è progettata dal Capo del Bombardier Command britannico, Sir Arthur Harris, che immagina un bombardamento con un attacco a bassissima quota. Nel documento si legge:

"Un bombardamento efficace diretto contro gli edifici nei quali Mussolini lavora e dorme, avrebbe un effetto marcato sull'opinione pubblica italiana.

Mussolini trascorre la notte a Villa Torlonia e si alza alle 7 del mattino ora italiana (che è la stessa dell'ora legale Britannica). Normalmente si esercita a cavallo intorno ad una pista nel parco e parte puntualmente alle 9 per andare al suo ufficio, distante circa 3 miglia. Si presume che il tempo per percorrere il tragitto sia di una decina di minuti. E' una persona generalmente di abitudini costanti e non si è mai allontanato dalla Capitale nell'ultimo mese. Ultimamente ha delegato il Segretario del Partito per rappresentarlo agli incontri fuori della Capitale.

Si ritiene che la routine domenicale di Mussolini sia uguale a quella dei giorni lavorativi, ma poiché c'è qualche lieve incertezza, sarebbe preferibile non scegliere una domenica per l'attacco. C'è un'importante festa religiosa l'8 dicembre, 1942, che potrebbe modificare la sua normale routine. A parte questo, non c'è alcuna conoscenza al momento di alcun altro piano che potrebbe influire sui suoi orari.

Il progetto è inequivocabile: "distruggere Palazzo Venezia e Villa Torlonia a Roma". Viene anche stabilito un orario preciso: "Gli aerei devono attaccare... alle 09.30 British Summer Time. Questo orario deve essere rigorosamente rispettato".

Il 4 dicembre il Comandante in Capo della RAF, Charles Portal, scrive al Primo Ministro Winston Churchill. Anche questo documento è classificato MOST SECRET. Portal esprime il timore che una tale azione avrebbe "ripercussioni non favorevoli per due aspetti: quello dell'opinione dei cattolici...e quello dell'opinione liberale, che considera Roma come una delle culle della civilizzazione europea". Un bombardamento su Roma viene considerato prematuro.

In calce al documento si legge: "I AGREE GENERALLY. W.S.C. 6.12.42 "; Churchill si dichiara in linea di massima d'accordo e il progetto di eliminare Mussolini viene accantonato.

Poco più di un mese dopo però, nella Conferenza di Casablanca (14-24 gennaio 1943), gli Alleati approvano un piano congiunto per il bombardamento sistematico della Germania e dell’Italia al fine di distruggere il potenziale bellico nemico.

Harris pochi mesi dopo ripropone quindi il suo progetto per eliminare il Duce del Fascismo. L'operazione questa volta prevede un'incursione in pieno giorno per bombardare ancora una volta Palazzo Venezia e Villa Torlonia. Nella sua lettera, datata 11 luglio, si legge: "Lo scorso Dicembre programmai un bombardamento a bassa quota in piccola scala, di 12 Lancaster diretto simultaneamente contro PALAZZO VENEZIA e VILLA TORLONIA. L'oggetto di questo attacco era di colpire Mussolini o presso la sua casa o presso il suo ufficio. All'epoca non fu però dato il permesso di procedere con l'attacco. Adesso sembra che sia arrivato il momento di mettere in pratica questo piano..." Si prevedeva un attacco con partenza dalla Francia "sotto copertura del buio, per attaccare PALAZZO VENEZIA e VILLA TORLONIA intorno alle 09.30". Gli aerei si sarebbero poi diretti verso il nord Africa. Harris sottolineava che: "Quando il piano precedente fu stilato, fu riportato che Mussolini è un uomo abitudinario e l'attacco era programmato per aver luogo 30 minuti dopo l'orario in cui egli dovrebbe arrivare al suo ufficio Palazzo Venezia"

Questa volta Portal appoggia il piano di Harris e così scrive a Churchill il 13 luglio:

"Harris ha chiesto l’autorizzazione di tentare di bombardare contemporaneamente Mussolini nel suo ufficio a Roma e la sua residenza nell’eventualità che quella mattina non sia ancora uscito perché in ritardo. Tale piano era stato preparato l’anno scorso ma era stato abbandonato per il divieto di bombardare Roma in quel periodo. Harris vorrebbe utilizzare la Squadriglia Lancaster (numero 617), che ha già eseguito gli attacchi sulle dighe*. La Squadriglia è composta da piloti esperti ed è destinata ad imprese di questo genere. L’attacco dovrebbe essere mirato ai tetti in modo da distruggere soltanto i due edifici senza altri gravi danni. Palazzo Venezia e Villa Torlonia sono inconfondibili e né l’uno né l’altra sono dentro le 1.500 yard della Città del Vaticano e delle sue chiese.

Si devono dare ordini precisi col divieto di prendere qualsiasi iniziativa di azioni contro altri obiettivi nella città di Roma, al di fuori dei due espressamente specificati. Suggerisco che se Mussolini sarà, in quell’occasione, ucciso, o persino solo seriamente traumatizzato, ciò ci permetterà di accrescere la possibilità di espellere l’Italia dalla guerra.

Per questo, Le chiedo l’autorizzazione di procedere con l’operazione. Nel frattempo stiamo controllando, per quanto sia possibile, le recenti abitudini del Duce".

Per rispondere Churchill attende il parere del ministro degli Esteri, Anthony Eden, che il giorno dopo, il 14 luglio, scrive:

"La cosa non mi piace. Le possibilità di uccidere Mussolini sono sicuramente assai scarse e quelle di “demoralizzarlo” non sono molto più grandi. Se noi non riuscissimo ad ucciderlo, non diminuiremmo certo il suo prestigio e potremmo perfino rafforzare la sua declinante popolarità. Inoltre correremmo il rischio di essere odiati per aver colpito la parte più antica della città e causato perdite tra i civili senza aver realizzato alcun risultato militare.

Il mio avviso è di non dar seguito a questo progetto, perché l’obiettivo scelto è troppo difficile per garantire la possibilità di raggiungerlo sul piano operativo, mentre su quello psicologico l ’incursione andrebbe a nostro svantaggio se non fosse di successo al 100%".

In calce alla lettera Churchill aggiunge nuovamente le parole: "I AGREE W.S.C. 16.7.43".

Nove giorni dopo saranno il Gran Consiglio del Fascismo prima e il Re subito dopo, a destituire Mussolini: è la fine di un regime durato venti anni, anche se altre pagine tragiche della nostra storia dovevano ancora essere scritte.

 

* Erano i coiddetti "Dam busters"

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